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7·8

rivista semestrale
anni IV-VII · numero 7-8
2011-2014

Insegnare la Preistoria, tra scuole, piccoli musei e territorio. Un’introduzione

Scritto da Massimo Tarantini.

Con l’approvazione delle nuove Indicazioni nazionali per i Licei, nel 2010, l’insegnamento della preistoria è stato di fatto escluso dalle scuole medie superiori 1. Gli «Obiettivi specifici di apprendimento» per la Storia contenuti in quelle Indicazioni non lasciano spazio ad equivoci: «Nella costruzione dei percorsi didattici non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici: le principali civiltà dell’Antico vicino Oriente; la civiltà giudaica; la civiltà greca; la civiltà romana», etc. La preistoria non rientra dunque tra le conoscenze essenziali richieste ai Licei come agli Istituti Tecnici e Professionali, né viene citata altrove nelle Indicazioni. Significativamente, non si trova nemmeno tra gli «obiettivi specifici di apprendimento» individuati per le Scienze naturali. Si tratta di una lacuna incredibile, tanto più avendo presente la grande attenzione che alla preistoria è invece stata data dalle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione del 2007. Né il problema si limita all’eliminazione della gran parte della storia dell’umanità dall’insegnamento. Quella lacuna, infatti, è ancora più grave poiché appare pienamente coerente con l’impianto d’insieme delle Indicazioni del 2010, che segnano un ritorno ad una prospettiva storica tradizionale e fortemente identitaria, a discapito (tra le altre cose, e nonostante affermazioni di principio contrarie) di un approccio geostorico attento ai rapporti uomo-ambiente e alle dinamiche globali. All’uscita delle Indicazioni, con alcuni colleghi dell’Università di Siena decidemmo di organizzare una giornata di studi sull’insegnamento della preistoria con l’obiettivo di “rilanciare”, insistendo su alcune delle potenzialità didattiche della preistoria e senza nasconderci che si tratta di una “didattica difficile” che richiede anche una riflessione mirata e presenta specifici: ostacoli cognitivi (si veda nel dossier l’intervento di A. E. Berti). La scelta ricadde su due aspetti specifici, la didattica laboratoriale e il rapporto museo-territorio, di cui qui rendono conto alcuni degli interventi presentati nell’occasione della giornata di studi.

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n. 7·8

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