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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

Da Omero a Caparezza: l’uso pubblico del mondo antico nella musica italiana

Scritto da Laura Rizzo.

Musica e storia viaggiano su due binari paralleli che, tuttavia, si intersecano di frequente. Questo fenomeno permette al docente di considerare la musica come un possibile strumento, per attirare i giovani verso la storia.

Storia e canzonetta: un binomio possibile?

Se prendiamo in esame il panorama musicale italiano, dai primi del Novecento fino ad oggi, vediamo come i testi delle canzoni abbiano raccontato la storia in vari modi: come testimonianza sociale di un’epoca, specchio della realtà da cui sono prodotti; come riferimento, archetipo a cui ispirarsi; colorandola politicamente a seconda delle tendenze di partito e ideologie militanti; come metafora per raccontare; ed anche come occhio disincantato e divertissement (ugualmente carico di significato).

Ma come? In che modo? Con quali finalità? Si può parlare di uso pubblico della storia all’interno della musica, e, nello specifico, nelle canzoni? Può un genere “leggero” come la canzonetta assurgere a “fonte” per raccontare la storia?

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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