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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

Archeologia in Iraq tra guerra e preservazione

Scritto da Salvatore Viaggio.

Quando nell’aprile del 2003, nel pieno della crisi irachena, la violenza delle immagini del saccheggio dell’Iraq Museum di Baghdad si diffuse in tutto il mondo, si risollevò con ancora maggiore urgenza la questione della preservazione dei beni culturali in aree di guerra.

Il saccheggio

Sebbene la Convenzione dell’Aja stabilisca dal 1954 che «i gravi danni arrecati ai beni culturali, a qualsiasi popolo essi appartengano, costituiscono danno al patrimonio culturale dell’umanità intera, poiché ogni popolo contribuisce alla cultura mondiale» e prescriva una serie di misure da adottare per la loro protezione in caso di conflitto armato, da nessuna delle parti coinvolte furono adottate in quel caso misure per proteggere un museo che custodisce alcune fra le testimonianze più antiche della storia dell’umanità. L’episodio è diventato paradigmatico di una generale trascuratezza e assenza di tutele in cui versa il patrimonio culturale di molte aree interessate da crisi militari (ved. recensione su «Archaeology»).

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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