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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

Che cosa sanno del Medioevo gli studenti di seconda superiore

Scritto da Stella Leprai.

Contrariamente a quanto si scrive nei media, la scuola trasmette bene alcune nozioni sul Medioevo. Ha meno successo nella trasmissione di concetti e nella revisione degli stereotipi. I risultati di una indagine dell’Università di Parma.

Gli autori della ricerca

Il questionario di cui si presentano i risultati in questa sede nasce come iniziativa della Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario di Parma finalizzata a rafforzare i rapporti tra mondo universitario e mondo della scuola. In particolare, ad essere coinvolte dall’iniziativa sono state le scuole convenzionate con la Ssis ai fini dello svolgimento dei tirocini.

Tra l’ottobre e il novembre del 2008, gli specializzandi Ssis hanno somministrato il questionario (predisposto dai docenti di Didattica della storia, i professori Roberto Greci e Simone Bordini, con la collaborazione della dottoressa Lara Berzieri, che ha provveduto alla elaborazione statistica dei dati) nelle quarte classi di diversi istituti superiori, per un totale di 2080 studenti, equamente distribuiti tra maschi e femmine.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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