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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

Il Landis - Laboratorio nazionale per la didattica della scuola

Scritto da Maria Laura Marescalchi.

Osservare come gli storici ricostruiscono il passato, imparare a trasporre nell’insegnamento la sostanza della storia senza che ne impallidiscano i connotati scientifici, rispondendo tuttavia alle esigenze della comunicazione fra le generazioni, scoprire le pratiche didattiche in cui si addensi il significato del rapporto fra la storia che si costruisce ogni giorno e quella che altri nel tempo hanno vissuto, è il modo in cui la rete di Istituti della Resistenza ha lavorato [...] ma era necessario un centro nazionale di riferimento che individuasse strategie di percorso, formasse competenze, linguaggi e pratiche capaci di diventare strumento per gli interventi, di sempre maggiore raggio, sul terreno dell’aggiornamento.

Con queste parole Aurora Delmonaco, attuale presidente, rievoca le ragioni della fondazione del Laboratorio nazionale per la didattica della storia, alla fine del 1983. Dunque il Landis, associazione di insegnanti e formatori, nasce all’interno di una rete, quella degli Istituti per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, che conta oggi circa 65 “nodi” su tutto il territorio nazionale.

Tali istituti sono nati nel dopoguerra con lo scopo di raccogliere, conservare e studiare il patrimonio documentario della Resistenza, ma col tempo il tema originario si è venuto allargando all’intera storia contemporanea e sempre più si è venuta affermando l’esigenza di confrontarsi con la trasmissione generazionale, in un presente in rapido mutamento. Dopo l’università, la scuola è diventata uno degli interlocutori privilegiati della rete, che si è dovuta dotare degli strumenti per dialogare con insegnanti e studenti; il Landis, si potrebbe dire, è stato il luogo dove si è costruito il linguaggio adatto a questo scopo, il «centro nazionale di riferimento» di cui Delmonaco parla.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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