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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

La formazione degli insegnanti di storia e geografia in Francia

Scritto da Nicole Tutiaux-Guillon.

Sommario

A partire dal 1989, la formazione degli insegnanti francesi è stata assicurata dagli IUFM (Instituts Universitaires de Formation des Maîtres), sulla base di una formazione teorica e pratica dopo aver superato un concorso altamente selettivo. I corsi univano la formazione professionale generale con la formazione didattica. Nel maggio 2008 il presidente Nicolas Sarkozy ha annunciato che da quel momento in poi gli insegnanti sarebbero stati formati soltanto nelle università, e che avrebbero dovuto conseguire una laurea di secondo livello (master) e poi superare un concorso. Successivamente avrebbero iniziato a insegnare a tempo pieno, eventualmente sotto la guida di un insegnante tutor.

Questa riforma, decisa frettolosamente e fortemente contestata, è stata nondimeno imposta ed entrerà in vigore dal settembre 2010. Ne conseguiranno numerosi e scottanti problemi: difficoltà di costruire dei master fondati sulla ricerca e immediatamente efficaci nella pratica; conflitto fra saperi disciplinari e saperi didattici e professionali; pesante carico di lavoro per gli studenti, fra stage, master e preparazione dei concorsi; e infine aumento del costo degli studi.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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