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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

La rivoluzione digitale: un’introduzione

Scritto da Alessandro Cavalli.

Singolare destino, quello del concetto di “rivoluzione”: nato in astronomia per indicare il moto di rotazione degli astri intorno al sole, un movimento che richiama l’idea dell’eterno ritorno e quindi della stabilità, è stato poi ripreso per indicare invece la discontinuità, vale a dire, rottura di un ordine sociale e politico in vista della formazione di un ordine nuovo.

Questo ribaltamento semantico ha coinciso con le grandi “rivoluzioni” politiche e sociali del XVIII secolo che hanno infranto l’idea della immutabilità dell’ordine sociale e affermato l’idea che si potesse passare dal “vecchio” al “nuovo” regime attraverso la mobilitazione di volontà collettive radicate nella dinamica delle strutture sociali. Il concetto di ancien régime è strettamente legato a questo nuovo significato del termine “rivoluzione”. In seguito, il concetto subisce un’ulteriore estensione dall’ambito socio-politico e istituzionale all’ambito delle strutture materiali, della produzione, del consumo, della vita quotidiana. È in quest’ultima accezione che si parla di rivoluzione neolitica, industriale e, ora, digitale.

 

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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