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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

I - 1. Da Babbage a von Neumann: storie di macchine e di idee

Scritto da Corrado Bonfanti.

Tra gli innumerevoli ritrovati che l’ingegno umano ha concepito per gli scopi più svariati – chiamiamoli “macchine” nel loro insieme – il computer si distingue per una caratteristica assolutamente unica: esso non opera su oggetti materiali visibili e tangibili, bensì su quelle entità impalpabili che vanno sotto il nome complessivo di “informazione”. Il fatto che questa “macchina” sia oggi compattata su qualche piastrina di silicio – il mitico chip – ci dà la misura dello sviluppo veramente impressionante delle tecnologie hardware e software; uno sviluppo che, per di più, appare tutt’altro che concluso.

Se questo è lo stato attuale, è altrettanto istruttivo rivisitare i percorsi tecnologici e concettuali che hanno condotto a tanto; si tratta di una storia avvincente e piena di sorprese ma, se volessi condensarla nello spazio di un articolo, dovrei ridurla a mera cronologia. Mi è sembrato più utile fissare l’attenzione – con qualche dettaglio e qualche annotazione di contesto storico – sull’opera di un precursore geniale, Babbage, e di altri due personaggi- chiave, Turing e von Neumann, con i quali si è conclusa la “preistoria” del computer e si è aperta l’era informatica.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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