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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

I - 2. L’evoluzione del computer dal «mainframe» al palmare

Scritto da Ivo De Lotto.

Il mainframe, calcolatore principale, era il calcolatore elettronico per eccellenza negli anni Sessanta. Sia nella versione a tubi elettronici della fine degli anni Cinquanta sia in quella a componenti a semiconduttore discreti (cfr. oltre, Le tecnologie dell’estremamente piccolo, p. 123), esso era un impianto di dimensioni considerevoli (occupava un’area di una ventina di metri quadrati e aveva un’altezza di circa due metri), assorbiva una potenza elettrica di centinaia di kilowatt, che trasformava in calore, e richiedeva un grosso impianto di condizionamento.

Chi avesse in quei tempi visitato un centro di calcolo, avrebbe trovato oltre al calcolatore con le sue periferiche, memorie di massa a tamburo o nastro e poi anche a dischi magnetici, lettori di schede e di nastro perforato e stampanti, una grande sala per il condizionamento ambientale con l’aria fresca iniettata nel calcolatore attraverso un pavimento rialzato e un grosso impianto per la stabilizzazione e la continuità dell’alimentazione elettrica, soprattutto per eliminare le microinterruzioni.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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