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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

II - 4. La domotica

Scritto da Giulio Occhini.

La parola domotica nasce dall’unione del termine francese domestique, che a sua volta deriva dal latino domus (casa), col sostantivo informatique. Termini analoghi sono home automation (automazione della casa), smart home (casa intelligente), building automation (automazione degli edifici) e altri. Più specificamente, oggi la domotica è un settore applicativo delle discipline informatiche, elettroniche e di comunicazione. In questo ambito, gli aspetti di automazione e controllo sono relativamente semplici rispetto alle applicazioni industriali, dato il tipo di processi da monitorare: illuminazione, climatizzazione, controllo degli accessi, sensori per la sicurezza (gas, fuoco), e l’insieme degli elettrodomestici.

È invece complessa la parte che concerne le interconnessioni tra gli svariati sottosistemi e la programmazione dei dispositivi di controllo e supervisione, che in strutture di grandi dimensioni possono arrivare ad essere migliaia. Un esempio concreto può dare un’idea precisa dei problemi affrontati dalla domotica.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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