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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

II - 6. Banche dati e biblioteche digitali

Scritto da Nicola Cavalli.

Fino dalla sua prima diffusione negli anni Novanta del secolo scorso, una delle metafore che ha avuto maggior successo nella divulgazione del web è quella della biblioteca. Come una biblioteca, ed in realtà molto di più che qualsiasi singola biblioteca, il web mette a disposizione documenti sia testuali che audiovisivi, animati, statici e, in particolare negli ultimi anni, programmi interattivi. A differenza delle biblioteche che catalogano i propri “contenuti” secondo logiche, appunto, di catalogo e comunque con regole precise e quanto più possibile condivise, il web è caotico e la ricerca è ormai possibile solo nelle parti che vengono comunemente intese come “emerse” per distinguerle dal “deep web”, che appunto è sotterraneo e rintracciabile e navigabile solo da chi conosce la strada.

Chi tenta di dare un ordine al web sono i motori di ricerca, Google in primis, ma lo fanno secondo logiche e algoritmi non condivisi (anzi coperti dal segreto industriale) e quindi potenzialmente non soddisfacenti. Il web sembra realizzare il mito della biblioteca universale, o piuttosto della biblioteca di Babele, di borgesiana memoria; è però possibile anche incontrarvi luoghi, ovviamente virtuali, dove l’informazione, i contenuti, sono organizzati secondo logiche condivise e quanto più possibile rigorose.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


Laboratorio

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