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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

II - 8. Le nuove tecnologie nella scuola

Scritto da Marco Gui.

Introduzione

La scuola è oggi l’istituzione sociale in cui l’integrazione delle nuove tecnologie della comunicazione risulta più problematica. All’origine di questa difficoltà c’è soprattutto una frizione sostanziale tra le logiche di organizzazione dei contenuti dei media digitali e i tradizionali modelli didattici. La scuola è da sempre il luogo di trasmissione del sapere istituzionalizzato, che si basa sulle logiche della linearità e della consequenzialità argomentativa, tipiche della stampa.

Questo suo monopolio non è stato scalfito dai media di massa (radio e tv) perché questi erano, e sono, strumenti quasi interamente confinati nell’ambito dell’informazione e dello svago. Diverso è invece il caso dei media digitali, che si insinuano in quasi tutti gli ambiti delle attività umane: dal lavoro allo svago, dal mantenimento di rapporti interpersonali alla partecipazione civile, fino, appunto, allo studio e alla formazione. E lo fanno con logiche per molti aspetti originali: ipertestualità, reticolarità dei rimandi e modularità dei contenuti.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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