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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

II - 10. Il futuro della società dell’informazione

Scritto da Luigi Dadda.

Siamo, oggi, tutti immersi e coinvolti nella straordinaria avventura dello sviluppo della scienza e della tecnologia. È perfettamente lecito, saggio chiedersi: dove arriveremo? La risposta non è affatto facile. Si è spesso indotti a pensare in modo trionfalistico: quello che è stato già ottenuto è sotto gli occhi di tutti. Non è mai avvenuto nella storia dell’umanità che un numero così grande di persone si sia dedicato alla scienza ed alla tecnologia. Ciò spiega i grandi risultati già raggiunti, e giustifica anche l’attesa di nuovi e più importanti sviluppi. È giustificata tale attesa (che significa, letteralmente, speranza)?

Proprio perché le applicazioni informatiche sono letteralmente sotto gli occhi di tutti oramai da molti anni, dobbiamo valutare l’esperienza vissuta non più soltanto sotto gli aspetti tecnologici, ma anche per le conseguenze che essa ha indotto nel nostro modo di vivere, di lavorare, di studiare, di divertirci. Gli effetti delle tecnologie sono perciò anche sociali, psicologici ed etici. Rilevanti sono anche gli aspetti economici per le cospicue risorse che gli sviluppi tecnologici richiedono.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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