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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

Gli "zoo umani" nel programma di storia

Scritto da Monica Ducati.

Come oggi con gli animali, a metà Ottocento con gli umani si organizzavano degli zoo. Questa forma di spettacolo si diffuse anche in Italia, fino al dopoguerra. Il suo studio, oggi, è una straordinaria occasione per aprire in classe le questioni della colonizzazione e del razzismo.

Da anni inserisco abitualmente nel mio programma di storia di quarta e quinta liceo scientifico il tema delle esposizioni universali e dei cosiddetti «zoo umani» in Europa*. Lungi dal costituire un evento nuovo, le esibizioni di esseri umani si intrecciano, durante il diciannovesimo secolo, con le problematiche relative allo sviluppo del colonialismo, dell’imperialismo, alla nascita delle scienze antropologiche, allo sviluppo tecnologico e delle fonti d’informazione, ai primi fenomeni propri di una cultura massificata.

Ecco perché questo tema si rivela di estrema utilità, per esempio in vista degli esami di Stato. In particolare mi sono chiesta se, data la diffusione del fenomeno, esso si fosse verificato anche in ambito nazionale. La risposta è affermativa, la bibliografia in materia per nulla generosa e molto differenziata nelle tipologie degli eventi analizzati.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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