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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

MuSeC: un'economia della cultura è possibile

Scritto da Raffaella Rosa Ardito.

Il MuSeC, il Corso di perfezionamento in Economia e Management dei Musei e dei Servizi Culturali dell’Università di Ferrara, giunto alla sua settima edizione, si propone di integrare le discipline “classiche” del mondo culturale con quelle economiche e manageriali per formare professionisti che operino o si inseriscano nel settore con maggiore consapevolezza.

Il bisogno a cui risponde il corso è reale e avvertito nell’ambiente museale: può un operatore culturale e dei servizi educativi disporre solo di una formazione scientifica e specialistica e non conoscere i fondamenti delle discipline economico-aziendali con le quali ordinariamente si trova a trattare? Se analizziamo il panorama museale italiano appaiono evidenti gli insuccessi causati dalla scarsa presenza di figure professionali che possano vantare una formazione organica. Lo sviluppo e il progresso dei servizi culturali possono avvenire solo attraverso operatori che sappiano organizzare e gestire in modo competente e coniugare strategicamente, efficacemente ed efficientemente la cultura con la sua economia.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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