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3·4

rivista semestrale
anno II · numero 3-4
gennaio-dicembre 2009

Immagin-Africa

Scritto da Silvia Failli.

Come funziona e quali sono i problemi di uno dei più antichi master in Studi interculturali

Nel contesto dell’Università di Padova, nell’ambito della Facoltà di Lettere e Filosofia, sotto l’amministrazione del Dipartimento di Storia, nel 1999 è stato istituito il Master in Studi Interculturali, giunto oggi alla sua decima edizione1. L’iniziativa, al suo sorgere, ha raccolto un’esigenza che stava maturando in un contesto sociale in evidente trasformazione: la presenza di un significativo numero di immigrati provenienti dalle diverse parti del mondo era ormai divenuta sfondo costante dello scenario territoriale italiano e questo faceva sorgere specifiche necessità.

In virtù di questa considerazione, sulla scia dell’idea che questa variegata presenza potesse rappresentare non solo e non tanto un problema, quanto un’opportunità da perseguire, si è ritenuto utile dare avvio ad un percorso di formazione/ ricerca che, pur facendo perno sulle diverse aree di studio consolidatesi in ambito accademico, non ne ricalcasse sic et simpliciter le distinzioni disciplinari ed i percorsi curricolari e cercasse di promuovere stili di riflessione adeguati a declinarsi in pratiche interculturali.

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n. 3·4

Sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Editoriale

Questioni

Ricerche

Ricerche monografiche

Dossier

La rivoluzione digitale

a cura di Alessandro Cavalli

Quando abbiamo deciso di dedicare i primi tre dossier di questa rivista, il primo alla rivoluzione neolitica, il secondo alla rivoluzione industriale e il terzo alla rivoluzione digitale abbiamo implicitamente fatto l’assunzione che quest’ultima è destinata ad avere un impatto sulle società umane comparabile a quello che hanno avuto le altre due. Ci siamo cioè trasformati mentalmente negli storici del futuro, immaginando che quando questi studieranno retrospettivamente l’epoca nella quale noi viviamo oggi la valuteranno così densa di cambiamenti da poter applicare tranquillamente ad essa il concetto di “rivoluzione”.


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