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5·6

rivista semestrale
anno III · numero 5-6
gennaio-dicembre 2010

5. Processi di ricomposizione politica alla fine del Medioevo e avvento degli stati regionali

Scritto da Andrea Gamberini.

L’obiettivo del saggio è quello di mettere a fuoco i caratteri delle nuove formazioni politiche sviluppatesi fra XIV e XV secolo, dalla storiografia italiana definite ora come “stati regionali” (per rimarcarne la dimensione ampia, mai raggiunta dalle città-stato di età comunale), ora invece come “stati territoriali” (per sottolineare la novità rappresentata dalla rivendicazione di una sovranità piena su un territorio definito e compatto). Rappresentate ancora fino agli anni Sessanta come proto-manifestazioni dello Stato moderno, queste compagini hanno in realtà rivelato ad un’analisi più attenta la permanenza di corpi sociali e territoriali (comunità, signorie di castello, feudi, fazioni, ceti) dotati di ampia autonomia. Donde allora anche le peculiari modalità attraverso cui fu perseguita la crescita della capacità regolativa dello Stato, realizzata non già attraverso l’eliminazione dei poteri locali, bensì mediante il patto e l’intesa con essi.

1. Un periodo di semplificazioni

Dal punto di vista politico e istituzionale il fatto più significativo degli ultimi due secoli del Medioevo italiano è senz’altro rappresentato dalla formazione di nuove e più vaste compagini territoriali, gli stati regionali, capaci ora di assorbire e disciplinare, ora più semplicemente di coordinare la moltitudine di comuni e signorie rurali che ancora al principio del Trecento figuravano come i protagonisti indiscussi della scena politica. Un confronto fra la cartina dell’Italia all’inizio del XIV secolo e quella di metà Quattrocento (entrambe nella pagina a fronte) segnala con immediatezza la radicale semplificazione del quadro politico frattanto occorsa: delle oltre 90 città-stato che animavano l’area centro-settentrionale alla fine del XIII secolo, se ne conservavano indipendenti al tempo della Pace di Lodi (1454) non più di una quindicina, ridottesi ulteriormente nei decenni seguenti.

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n. 5·6

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